Un simulatore di ubriacatura per l’educazione stradale

Gli studenti di tre istituti della Lombardia (l’Artemisia Gentileschi, l’Ipsia di Monza e l’Itsos Albe Steiner di Milano) in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale hanno realizzato un simulatore di ubriacatura online al fine di educare i giovani alla sicurezza stradale. La creazione del simulatore fa parte della prima fase del progetto Braindrive. Come si puà leggere sul sito del progetto lo slogan è “Guidare con la testa allunga la vita”.

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Si tratta di una campagna per sensibilizzare, soprattutto i più giovani, alla guida sicura. Lo stesso progetto è realizzato direttamente dai ragazzi, e in questo momento comprendo due spot (già in onda in televisione), un sito con giochi, test e simulatore di ubriacatura, un contatore con il numero di incidenti nell’anno e una pagina su Facebook. In futuro l’iniziativa si dovrebbe allargare con prove di guida sicura, realizzazione di documentari e mini fiction.

Il “Druk Simulator” è un’applicazione interattiva molto semplice ma allo stesso tempo ingegnosa. Ogni utente potrà provare lo stato di sentirsi brillo, con 5 diversi livelli di tasso dell’alcol nel sangue. In pratica l’utente dovrà cercare di inserire la chiave nella serratura dell’auto; se questo può sembrare semplice allo 0% di alcol il tutto si complica all’aumentare dell’alcol fino ad arrivare (se ci si arriva è solo per fortuna) al tasso del 2%.

“Il simulatore” – spiegano gli ideatori – “permette di vedere come un ubriaco e mostra come anche le più normali azioni risultano confuse e difficili. Se hai difficoltà nell’inserire la chiave nella serratura, come credi di poter affrontare una curva o un sorpasso, o la comparsa di un ostacolo imprevisto? Ricordati che chi guida, non beve”.

Alla presentazione dell’iniziativa Giuseppe Colosio, il direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, ha dichiarato: “Siamo stanchi di andare ai funerali dei nostri studenti, o a trovarli in ospedale o a seguirli a scuola con la carrozzella”. Ed è proprio per questo motivo che è stato deciso di coinvolgere direttamente i ragazzi, visto che la maggior parte degli incidenti riguardano persone tra i 19 e i 30 anni.

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