Rivoluzione al motor Show

riv_motor_showCome ci si poteva aspettare l’addio della Fiat poteva essere un avvenimento decisivo per il Motor Show di Bologna. Ed infatti, dopo un ritiro delle case di massa, ecco che il Salone bolognese annuncia che ci saranno solo gare, esibizioni e prove. Ridotto anche il periodo di apertura, che sarà dal 4 all’8 dicembre (prima era dal 5 al 13 dicembre).

Ci saranno quindi solo 7 padiglioni più l’area esterna per le gare. Un ridimensionamento notevole quindi. Giada Michetti, Ad della Promotor International, la società del gruppo francese Gl Events che organizza il Salone, annuncia: “Sarà ugualmente una edizione straordinaria, perché qui si torna alla pura passione dei motori come quando il Motorshow nacque a metà degli anni ’70”.

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Si spera che Michetti abbia ragione, altrimenti l’Italia resterà una nazione senza un salone internazionale. Anche se voci di corridoio dicono che dal 2010 il salone si terrà a Milano, e proprio questo sembra essere una delle maggiori cause del fallimento della fiera di Bologna. In ogni caso la Promotor ha lottato fino alla fine per avere le case automobilistiche, proponendo sconti e facilitazioni.

Alla Promotor dicono che a novembre ci sarà un programma più dettagliato, ma si sa che ci sarà il Ferrari Day e il Memorial Bettega. Una buona notizia arriva per i visitatori, che probabilmente potranno entrare pagando solo 12 euro.

Il Comune, la Provincia e la Regione hanno ben apprezzato la mossa della Promotor, che in questo modo cerca di salvare la fiera. Si sono infatti resi disponibili per qualsiasi iniziativa di valorizzazione. Le istituzioni locali ribadiscono l’importanza di una fiera internazionale in Italia in una nota: “A fronte della generale situazione critica determinatasi nell’economia internazionale e per il settore auto dalla quale tutti ricercano di uscire è necessario confermare un impegno verso l’industria automobilistica, e in particolare nel nostro paese con la conferma della vocazione in tale settore dell’Italia che rappresenta il secondo mercato europeo. Un impegno che va perseguito sia con il sostegno al mercato, sia con il sostegno a strategie strutturalmente innovative nei prodotti e nei processi produttivi attraverso la ricerca e l’innovazione”.

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