Fiat, dal 2012 fuori da Confindustria. Elkann: “Non cambierà nostro impegno in Italia”

L’amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, ha comunicato la prossima uscita del gruppo Fiat (Fiat e Fiat Industrial) da Confindustria, a partire dal gennaio 2012. La notizia non è stata accolta positivamente da Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, tanto da costringere il presidente del gruppo del Lingotto a difendere l’azienda dalle critiche mosse da più parti. Infatti è intervenuto nelle ultime ore il presidente di Fiat, John Elkann, che ha difeso la scelta di Marchionne. John Elkann ha risposto alle domande durante la presentazione, presso lo Yacht Club di Genova, di “Maserati”, la barca con cui il velista Giovanni Soldini tenterà di battere alcuni record di velocità. “Le nostre motivazioni sono logiche e coerenti con il percorso che abbiamo fatto e continuiamo a fare. La cosa importante in questo momento, soprattutto quando uno vede difficoltà e incertezze, è guardare al futuro e investire, come stiamo facendo, e innovare” spiega Elkann, rispondendo alle accuse della Marcegaglia, che parlava di una scelta poco comprensibile, proprio per una carenza di motivazioni. Per quanto riguarda il futuro di Fiat e dei suoi lavoratori, Elkann è piuttosto tranquillo: Fiat non cambierà il proprio impegno in Italia, l’uscita dalla Confindustria non intaccherà la volontà di fare auto in Italia. “Abbiamo avuto i referendum e stiamo andando avanti. Guardate cosa stiamo facendo: oggi stiamo fabbricando la Panda. Una cosa più concreta di questa non c’è” dichiara il numero uno del Lingotto.

Pietro Gugliotta