Ferrari: cosa non ha funzionato nell’affidabilità?

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Addirittura, il fuoco è sembrato fin troppo. La Ferrari bellicosa di inizio stagione continua a balbettare pur infilando anche successi e questa è comunque una buona notizia per le rosse di Maranello e il suo vasto popolo di tifosi sparsi in tutto il mondo.

In Austria la vettura di Sainz si è incendiata confermando che l’affidabilità quest’anno è una qualità che va e viene. Ed è un grande peccato, perché se è vero che la vittoria nel medesimo Gran Premio da parte di Leclerc ha mitigato il ritiro forzato della seconda guida Ferrari, è innegabile che queste continue problematiche siano assolutamente da evitare per cercare di rientrare in corsa nel mondiale piloti e anche in quello costruttori.

Le quote scommesse continuano a tenere in grande considerazione entrambe le rosse, in particolare quella di Leclerc, ma è ovvio che un salto di qualità occorra farlo e anche al più presto.

«Dispiace molto questa situazione – ha dichiarato nel dopo Austria il team principal Binotto – perché è sfumata una possibile doppietta. Non ci siamo riusciti e dimostra che non siamo al riparo dai problemi di affidabilità. Dobbiamo lavorare di più, analizzeremo quanto successo e troveremo le soluzioni per il breve termine.»

A Maranello, comunque, si continua a lavorare con grande impegno, e ci mancherebbe altro, per risolvere le problematiche di questa stagione. La cosa positiva è comunque quella relativa al motore, che sta dando grandissime positive risposte grazie al grande lavoro del team delle rosse. È ovvio che le difficoltà relative all’affidabilità «non si risolvono in breve tempo – commentano dal centro operativo Ferrari – ma la base è buona per le prossime stagioni e questa è la cosa più importante.»

Si dovrà dunque aspettare ancora una volta la prossima stagione per vedere una Rossa conquistare quel titolo iridato che manca ormai da ben 15 anni? L’ultimo ad alzare le braccia al cielo è stato infatti il finlandese Kimi Raikkonen e da lì in avanti solo sprazzi di rosso che invece nella storia della Formula Uno hanno spesso dominato con ben 15 mondiali vinti.

Non resta che sperare restando ottimisti perché gli acuti ci sono stati, nei confronti delle Red Bull di Verstappen e Perez non c’è grande differenza, soprattutto a livello di motore che infatti «sarà protagonista ancora per anni» dicono sempre dalla scuderia di Maranello, ma questo continuo procrastinare il successo più importante lascia sempre più amaro in bocca…

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