Caro Carburanti, Procura di Palermo apre un’inchiesta

Il meccanismo che si innesca ad ogni aumento del greggio è chiaro: aumentando il prezzo delle quotazioni del petrolio greggio, le compagnie si adoperano immediatamente all’aumento delle tariffe dei carburanti. Dunque se il prezzo del greggio scende, le compagnie dovrebbero immediatamente abbassare i prezzi. La logica vorrebbe che sia così, ma il “giochetto” delle compagnie permette di mantenere i prezzi piuttosto stabili nonostante il prezzo del greggio sia sceso. Reazioni sempre più dure dalle associazioni del consumatori, come il Codacons e Federconsumatori, ma anche da alte cariche istituzionali, come Paolo Romani, il Ministro dello Sviluppo Economico. Com’è possibile che il prezzo del barile del greggio sia sceso anche fino agli 80 dollari (dopo aver superato i 100 dollari) e il prezzo del carburante è rimasto stabile alla quotazione di 1.60 euro al litro per la benzina e 1.50 euro al litro per il diesel? La risposta a questa domanda, potrebbe arrivare dall’inchiesta che il procuratore di Palermo Nino Gatto ha da poco aperto. L’ipotesi di reato è quella di manovre speculative, riferito ai rincari sul mercato interno. L’inchiesta ovviamente riguarda tutta la filiera dei carburanti, dalle compagnie petrolifere fino ai proprietari degli impianti di rifornimento. In media – calcolano le associazioni dei consumatori – il prezzo dei carburanti sarebbe dovuto scendere di circa 14 centesimi al litro per carburante, tenendo anche conto delle accise apportate dal Governo.

Pietro Gugliotta