Carburante: il petrolio tocca i 120 dollari al barile

Si torna ai record storici del 2008: il prezzo richiesto per un barile di petrolio oggi tocca i 120 dollari, riportando preoccupazione presso tutti i mercati dei beni di consumo, in particolare il settore dell’auto, che fanno uso del cosiddetto “oro nero”.

Naturalmente il ritorno ad una quotazione così elevata è da imputare in primis al caos che sta coinvolgendo in questo momento tutti i paesi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente, a partire dalla vicinissima Libia dove infuria la guerra tra Gheddafi, i ribelli e le forze della NATO. Inoltre, lo sciopero adottato dallo Stato africano del Gabon renderà difficili per un po’ gli approvvigionamenti.

Ma questo sembrerebbe essere solo l’inizio. Secondo il presidente israeliano Ahmadinejad, a capo di un paese che esporta 4,2 milioni di barili al giorno, le quotazioni del greggio saliranno presto a 150 dollari al barile. Inoltre, l’incremento della domanda da paesi orientali che hanno cominciato ad utilizzare automobili a benzina, come Cina e India, contribuisce a peggiorare la crisi.

Non tutti i mali per fortuna vengono per nuocere: l’Euro si sta dimostrando nuovamente una moneta più forte del dollaro, e dato che si tratta della valuta con la quale si effettuano gli scambi internazionali, i consumatori del vecchio Continente, seppur con molta riluttanza, possono sorridere leggermente.

Giovanni Ferlazzo