ACI: “Costi e pressione fiscale massacrano il mercato dell’auto”

aciAngelo Sticchi Damiani, il presidente dell’Automobile Club d’Italia, o ACI, è intervenuto sullo stato di salute del mercato dell’auto in Italia: un settore in gravissime difficoltà, come abbiamo avuto modo di vedere in questi mesi. Il 2012 dell’auto si è concluso con una flessione di quasi il 20%: le immatricolazioni sono letteralmente crollate, tornando a livelli di molti anni fa. Ciò manda in crisi l’intero comparto automotive italiano, suscitando la preoccupazione dell’ACI. Quali sono le cause di questa crisi così pesante che il mercato dell’auto sta affrontando in questi mesi? L’ACI prova a dare la propria chiave di lettura: fisco e costi di gestione. “L’attuale drammatico crollo delle immatricolazioni che si e’ registrato nel 2012 è conseguenza diretta della folle corsa dei costi per l’auto ed in particolare della pressione fiscale che e’ aumentata fino a sfiorare i 60 miliardi di euro, più che raddoppiando rispetto a solo venti anni fa” si legge in una nota firmata dal presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani. Gli italiani non vogliono acquistare una nuova auto per non sostenere costi troppo elevati, spese che in un periodo di crisi sono assolutamente insostenibili: dall’RC auto, al prezzo della benzina, passando per assicurazione e tutte le altre tasse correlate al possesso dell’automobile (tasse sui carburanti, pressione fiscale su RC auto). L’ACI chiede a gran forza che dopo le elezioni, ci possa essere un alleggerimento del carico fiscale per gli automobilisti italiani: “dovrebbe essere una delle prime voci dell’agenda politica di qualsiasi candidato alle prossime elezioni politiche perché l’intero comparto è allo stremo delle forze” conclude Angelo Sticchi Damiani, il presidente dell’Automobile Club d’Italia.