A Baku è di scena la sesta di F1. Ferrari: lecito sperare?

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Si volta pagina in Formula Uno. O almeno così sembra. A Montecarlo è successo che dopo sette anni di dominio assoluto, Mercedes ha ceduto lo scettro del comando a Red Bull. Sia per i costruttori, che per i piloti. Max Verstappen ha vinto il GP del Principato, ha battuto il rivale Lewis Hamilton ed è passato in testa alla classifica con quattro punti di vantaggio sull’inglese, sette volte campione del mondo. Una prova davvero negativa del team di Toto Wolff se si considera anche il buffo incidente dello pneumatico incastrato sulla vettura di Bottas. Il prossimo GP dell’Azerbaigian ci dirà meglio come stanno le cose. Inutile dire che gli appassionati si augurano un tete-à-tete tra le due scuderie da qui alla fine del campionato. Pur essendo anch’esso un circuito cittadino, quello di Baku è diverso da quello di Casa Leclerc. Ci sono quattro curve ad angolo retto, oltre al lunghissimo rettilineo di 2200 metri che in pratica è il doppio di quello di Monza.

Per finire, il tratto del centro storico dove la strada si restringe fino a consentire il transito di una sola monoposto per volta e dove si sfiorano i muri a tutta. Guida accorta dunque che si alterna alle massime velocità raggiungibili nel tratto dritto, per le quali Valtteri Bottas detiene il record con 366,1 km/h. Siamo solo alla sesta prova del mondiale ma Verstappen, se confermasse la prova di domenica, potrebbe dire la sua e spezzare l’egemonia dell’avversario. Anche per il fatto che la Power Unit di Casa Honda sembra sfiori la perfezione. E la Ferrari? Devono pazientare ancora un anno i tifosi del Cavallino. Il team di Maranello raffredda gli entusiasmi per l’ultima performance offerta (anche se amaramente dimezzata dal problema sulla vettura di Leclerc, costretto a non schierarsi sulla prima piazzola, meritatamente guadagnata il giorno prima). Si giocherà di rimessa, quasi come nel calcio, difesa e contropiede. Parla così il direttore sportivo Laurent Mekies mostrandosi realista per le possibilità attuali della Rossa. Che si giocherebbe con McLaren il ruolo di terza forza dopo le prime due, decisamente di altro pianeta.

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