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	<title>Moto e Auto - News dal mondo dei motori &#187; 2009</title>
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		<title>Inquinamento, in Italia solo una vettura su tre è Euro 4</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 09:15:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Interessante studio prodotto da Fondazione Impresa, basato su dati ACI: cresce il numero delle vetture in circolazione sulle strade italiane. Facendo un paragone con il lontano 1990, prendendo come dato definitivo il 2009, si scopre come in questi 19 anni il numero delle autovetture è incrementato del 32.7%, passando da circa 27 milioni di veicoli, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/auto-inquinamento1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3426" src="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/auto-inquinamento1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a> Interessante studio prodotto da <strong>Fondazione Impresa,</strong> basato su dati <strong>ACI</strong>: cresce il numero delle vetture in circolazione sulle strade italiane. Facendo un paragone con il lontano <strong>1990</strong>, prendendo come dato definitivo il <strong>2009</strong>, si scopre come in questi 19 anni<strong> il numero delle autovetture è incrementato del 32.7%</strong>, passando da circa 27 milioni di veicoli, ai 36 milioni del 2009. Ma forse il dato più preoccupante è un altro: <strong>in Italia una vettura su tre è Euro 4</strong>. Sembrerebbe un dato positivo, scendendo maggiormente nel dettaglio, scopriamo che non lo è. Infatti la classe Euro 4 è si quella con il numero maggiore di vetture, ma il parco di <strong>vetture più inquinanti</strong> (ossia da Euro 0 a Euro 3) è molto piu vasto e rappresenta <strong>oltre il 65% delle vetture italiane</strong>. Ecco i dati nel dettaglio:<br />
EURO 0: 13,3 %<br />
EURO 1: 6,9 %<br />
EURO 2: 22,7 %<br />
EURO 3: 22,7 %<br />
EURO 4: 33,2 %<br />
EURO 5: 1,1 %<br />
Non pervenuto: 0.1%</p>
<p style="text-align: justify">Come possiamo vedere, due vetture su tre sono fra le più inquinanti: stanno scomparendo le auto <strong>Euro 1</strong> (meno del 7%) ma resistono ancora le auto <strong>Euro 0</strong> (oltre il 13%). Molto alta la presenza di vetture <strong>Euro 2</strong> ed <strong>Euro 3</strong> che insieme superano il 45% del parco auto italiano. Come già detto, una vettura su tre è Euro 4, anzi volendo allargare questa soglia, potremmo dire che una vettura su tre in Italia è <strong>Euro 4 &#8211; Euro 5</strong>, che resta la categoria con meno autovetture al momento.</p>
<p style="text-align: justify">Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Fiat, richiamata per gli airbag la Grande Punto 2009</title>
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		<pubDate>Wed, 26 May 2010 14:08:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pietro.gugliotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Avevamo parlato nelle scorse settimane di alcune vetture Fiat richiamate dopo che alcuni controlli avevano evidenziato diverse imperfezioni. Adesso è il turno della Fiat Grande Punto, e degli esemplari prodotti nel 2009. Non è ben chiaro se si tratti delle vetture messe in commercio in Europa o se il richiamo comprenderà anche le vetture italiane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/fiat_logo_final3.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-846" src="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/fiat_logo_final3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Avevamo parlato nelle scorse settimane di alcune vetture <strong>Fiat </strong>richiamate dopo che alcuni controlli avevano evidenziato diverse imperfezioni. Adesso è il turno della <strong>Fiat Grande Punto,</strong> e degli esemplari prodotti nel <strong>2009</strong>. Non è ben chiaro se si tratti delle vetture messe in commercio in Europa o se il richiamo comprenderà anche le vetture italiane prodotte nel 2009. Quello che è certo è il &#8220;problema&#8221; che è stato riscontrato in questi giorni. Infatti è un <strong>problema di natura elettronica</strong>: non è funzionante la <strong>disattivazione dell&#8217;airbag</strong>. Lo strumento di sicurezza infatti, sulle vetture moderne, è disattivabile da un tasto, in modo da non attivarsi in presenza per esempio di bambini. L&#8217;<strong>airbag </strong>invece rimane inserito e dunque in caso di un urto potrebbe scoppiare &#8220;a sorpresa&#8221; e contro la volontà del guidatore che avrebbe voluto disattivarlo. Scenario &#8220;pericoloso&#8221; come si può immaginare, per i neonati che possono essere portati sul sedile anteriore con il seggiolino: infatti un urto violento con l&#8217;airbag potrebbe provocare danni pesanti sui piccoli. L&#8217;ufficialità del <strong>richiamo </strong>avverrà fra un paio di giorni, quando la casa torinese invierà ai proprietari delle vetture una lettera dove si inviteranno gli stessi a recarsi nei<strong> centri Fiat </strong>per controllare il corretto funzionamento del dispositivo di disattivazione dell&#8217;airbag. Di sicuro la Grande Punto non è una vettura &#8220;fortunata&#8221;: infatti già nel dicembre scorso, molte vetture di questa serie erano state richiamate per un problema di serraggio della vite che fissa il piantone dello sterzo al comando del servosterzo: ben 500 mila auto richiamate, con tante scuse della casa torinese.</p>
<p style="text-align: justify">Pietro Gugliotta</p>
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		<title>Sempre più costose le riparazioni</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 09:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Osservatorio Autopromotec ha fatto una ricerca sui costi delle riparazioni e delle manutenzioni delle auto, stimando nel 2009 un fatturato complessivo di 28415 milioni di euro, contro i 27225 milioni di euro dell’anno precedente. Un incremento quindi del 4,31%, che singolarmente si calcolano 778 euro in media per ogni italiano (contro i 755 euro del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/riparazioni.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-563" title="riparazioni" src="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/riparazioni-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>L’Osservatorio Autopromotec</strong> ha fatto una ricerca sui costi delle <strong>riparazioni</strong> e delle <strong>manutenzioni</strong> delle auto, stimando nel 2009 un fatturato complessivo di <strong>28415 milioni di euro</strong>, contro i 27225 milioni di euro dell’anno precedente. Un incremento quindi del 4,31%, che singolarmente si calcolano <strong>778 euro in media</strong> per ogni italiano (contro i 755 euro del 2008).</p>
<p style="text-align: justify;"><script type="text/javascript"><!--
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</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante però i costi crescano, si riduce la frequenza delle “visite” in officina, grazie per lo più alle <strong>innovazioni tecnologiche</strong> che rendono le auto più affidabili e meno bisognose di manutenzione. Ma oltre a questo secondo l’Autopromotec ci sono altri due fattori che hanno ridotto la frequenza: il <strong>rinvio</strong> di molti automobilisti degli <strong>interventi di manutenzione</strong> a causa della crisi economiche e la scelta di <strong>rottamare la vecchia auto</strong> a beneficio di un’auto nuova (e quindi l’uscita dell’auto che aveva bisogno di interventi).</p>
<p style="text-align: justify;">Ma nonostante la tecnologia permetta meno interventi quando c’è bisogno di una riparazione <strong>i costi sono aumentati</strong>. Infatti sempre più spesso non si parla più di riparazioni, ma di <strong>sostituzioni</strong>. Oltre alla manodopera si deve quindi pagare il nuovo pezzo di ricambio, che secondo <strong>l’Istat</strong> hanno avuto degli <strong>incrementi dell’1,13%.</strong> Anche i costi della manodopera sono cresciuti dell’1,98%, mentre più sensibilmente è cresciuto il costo delle riparazioni, arrivando ad un incremento del 4,20%.</p>
<p style="text-align: justify;">La tendenza all’aumento delle riparazioni si poteva vedere già dal 2005, quando la spesa era cresciuta del 2,63%, continuando nel 2006 del 4,90%, nel 2007 del 4,47% e nel 2008 del 5,03%.</p>
<p style="text-align: justify;">Fra le <strong>regioni</strong> che in media hanno speso di più c’è la <strong>Lombardia</strong>, seguita al secondo posto dal <strong>Lazio</strong> e dal <strong>Veneto</strong> al terzo posto. Seguono poi nella graduatoria Emilia Romagna, Piemonte, Toscana e Campania.</p>
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		<title>Rivoluzione al motor Show</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 20:56:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Come ci si poteva aspettare l’addio della Fiat poteva essere un avvenimento decisivo per il Motor Show di Bologna. Ed infatti, dopo un ritiro delle case di massa, ecco che il Salone bolognese annuncia che ci saranno solo gare, esibizioni e prove. Ridotto anche il periodo di apertura, che sarà dal 4 all’8 dicembre (prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-46" title="riv_motor_show" src="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/riv_motor_show-150x150.jpg" alt="riv_motor_show" width="150" height="150" />Come ci si poteva aspettare l’addio della <strong>Fiat</strong> poteva essere un avvenimento decisivo per il <strong>Motor Show</strong> di Bologna. Ed infatti, dopo un ritiro delle case di massa, ecco che il Salone bolognese annuncia che ci saranno solo <strong>gare</strong>, <strong>esibizioni </strong>e <strong>prove</strong>. Ridotto anche il periodo di apertura, che sarà dal <strong>4 all’8 dicembre</strong> (prima era dal 5 al 13 dicembre).</p>
<p style="text-align: justify;">Ci saranno quindi solo <strong>7 padiglioni</strong> più l’area esterna per le gare. Un ridimensionamento notevole quindi. <strong>Giada Michetti</strong>, Ad della <strong>Promotor International</strong>, la società del gruppo francese Gl Events che organizza il Salone, annuncia: &#8220;Sarà ugualmente una edizione straordinaria, perché qui si torna alla pura passione dei motori come quando il Motorshow nacque a metà degli anni &#8217;70&#8243;.</p>
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</p>
<p style="text-align: justify;">Si spera che Michetti abbia ragione, altrimenti l’Italia resterà una nazione senza un salone internazionale. Anche se voci di corridoio dicono che dal 2010 il salone si terrà a <strong>Milano</strong>, e proprio questo sembra essere una delle maggiori cause del fallimento della fiera di Bologna. In ogni caso la Promotor ha lottato fino alla fine per avere le case automobilistiche, proponendo sconti e facilitazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Alla Promotor dicono che a novembre ci sarà un programma più dettagliato, ma si sa che ci sarà il <strong>Ferrari Day</strong> e il <strong>Memorial Bettega</strong>. Una buona notizia arriva per i visitatori, che probabilmente potranno entrare pagando solo <strong>12 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>Comune</strong>, la <strong>Provincia</strong> e la <strong>Regione</strong> hanno ben apprezzato la mossa della Promotor, che in questo modo cerca di salvare la fiera. Si sono infatti resi disponibili per qualsiasi iniziativa di valorizzazione. Le istituzioni locali ribadiscono l’importanza di una fiera internazionale in Italia in una nota: &#8220;A fronte della generale situazione critica determinatasi nell&#8217;economia internazionale e per il settore auto dalla quale tutti ricercano di uscire è necessario confermare un impegno verso l&#8217;industria automobilistica, e in particolare nel nostro paese con la conferma della vocazione in tale settore dell&#8217;Italia che rappresenta il secondo mercato europeo. Un impegno che va perseguito sia con il sostegno al mercato, sia con il sostegno a strategie strutturalmente innovative nei prodotti e nei processi produttivi attraverso la ricerca e l&#8217;innovazione&#8221;.</p>
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		<title>La crisi colpisce anche il Motor Show</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 00:00:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da Bologna assicurano che il Motor Show si farà, come ogni anno, nei primi di dicembre. Ma sono molte le case automobilistiche che stanno tentennando sulla loro partecipazione. Il Motor Show resta l’unico salone d’auto in Italia e, tra le assenze importanti, potrebbe esserci proprio la più celebre industria di automobili italiana, FIAT. La paura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-7" title="motor-show" src="http://www.motoeauto.eu/wp-content/uploads/motor-show-150x150.jpg" alt="motor-show" width="150" height="150" />Da <strong>Bologna</strong> assicurano che il <strong>Motor Show</strong> si farà, come ogni anno, nei <strong>primi di dicembre</strong>. Ma sono molte le case automobilistiche che stanno tentennando sulla loro partecipazione.</p>
<p>Il Motor Show resta l’unico salone d’auto in Italia e, tra le assenze importanti, potrebbe esserci proprio la più celebre industria di automobili italiana, <strong>FIAT</strong>. La paura peggiore è l’effetto domino che questa decisione potrebbe provocare. I costruttori che hanno già deciso di non partecipare sono <strong>BMW</strong>, <strong>Mini</strong>, <strong>Renault</strong> e forse anche il gruppo <strong>Wolkswagen</strong>. Una conferma importante, invece, arriva dalla <strong>Ferrari</strong>, che dichiara che sarà presente con la parte sportiva.</p>
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</p>
<p>Le Case dicono che costa troppo partecipare al Motor Show, mentre, l’organizzazione risponde che i prezzi sono stati abbattuti. Probabilmente, la verità sta nel mezzo, ma gli organizzatori in futuro devono cercare una formula per rilanciare la fiera; ad esempio, per attirare maggior pubblico, dovrebbero essere ridotti i costi dei biglietti d’ingresso e dei parcheggi nei pressi della fiera. Al <strong>Salone di Ginevra</strong>, se gli utili sono superiori a quelli previsti, vengono ripartiti tra tutte le Case partecipanti invogliandole, quindi, a presentare delle anteprime mondiali.<br />
Probabilmente, un’idea valida potrebbe anche essere quella di spostare il periodo della fiera; infatti, il Motor Show si trova tra molti saloni internazionali: <strong>Francoforte-Parigi</strong> (settembre), <strong>Tokyo</strong> (ottobre) e <strong>Detroit</strong> (gennaio).</p>
<p>&#8220;A seguito delle numerose e talvolta imprecise notizie apparse sulla stampa&#8221;, si legge in un comunicato stampa della società. &#8220;<strong>Promotor International</strong> informa che il Salone Internazionale dell&#8217;Automobile avrà luogo, come previsto, dal <strong>5 al 13 dicembre</strong>. La formula dell&#8217;evento darà ampio spazio al motorsport e all&#8217;entertainment e sarà fortemente orientata al pubblico finale. Promotor International, insieme a Regione Emilia Romagna, BolognaFiere e Comune di Bologna, sta lavorando con energia, entusiasmo e professionalità di sempre per garantire un grande evento, proseguendo il proprio impegno e confidando nel pieno appoggio della Case straniere che operano nel nostro Paese&#8221;.</p>
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