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I centauri più a rischio incidenti



Un campanello di allarme arriva direttamente dall’ACI; nella capitale più della metà degli incidenti stradali coinvolgono i motociclisti. E’ uno studio che emerge dal rapporto “La sicurezza dei veicoli a due ruote” nel Comune di Roma realizzato appunto dall’Aci.

Le cause degli incidenti sono svariate: aggirarsi tra i veicoli fermi nel traffico ( l’87% dei casi), pericolose manovre a zig zag tra il traffico in movimento (82%) e invasione della corsia opposta (78%). Poi soprattutto tra le donne e i giovani c’è il “vizio” di non rispettare la segnaletica. E purtroppo nella Capitale, dove ci sono tra moto, scooter e minicar circa 659 mila mezzi, diventa un vero e proprio problema.

Il rapporto realizzato dalla Fondazione Filippo Caracciolo dell´Aci è stato redatto nell´ambito di un progetto di ricerca nato dalla collaborazione con il Reale Automobile Club della Catalogna e supportato dalla FIA (Federazione internazionale degli automobil-club). I dati riguardano gli ultimi 12 mesi in cui sono stati messi insieme i dati statistici sugli incidenti, le oltre 750 interviste ai centauri e l’osservazione in strada dei comportamenti di chi è alla guida. Comportamenti pericolosi che mettono ogni giorno a rischio la vita di scooteristi e motociclisti, ma non solo.

Nonostante gli incidenti in Italia dal 2003 sono diminuiti, se si guardano solamente le due ruote il pericolo al contrario è aumentato. Nel 99% dei casi un incidente in cui è stato coinvolto un motociclista conta un ferito, mentre sul totale degli incidenti nel 54% dei casi è coinvolto un mezzo a due ruote. Sulle strade il 44% dei morti è rappresentato dai motociclisti.

Ma lo studio mette anche in mostra come parecchie volte la causa dell’incidente è la poca padronanza del mezzo. Oltre a questo c’è una scarsa conoscenza sull’uso di indumenti di protezione. Appena 4 motociclisti su 10 indossano una giacca protettiva, salgono a 6 su 10 quelli che usano i guanti e, strano a dirsi ma, solo 3 su 10 ritengono che il casco integrale sia indispensabile.

Enrico Gelpi, presidente dell’ACI spiega: “Il deficit formativo dei conducenti di veicoli a due ruote è imputabile anche a un vuoto normativo da colmare al più presto. Il nostro studio mostra come i conducenti con un profilo di rischio maggiormente alto siano gli over 35. A dimostrazione della necessità di una maggiore formazione per tutti e non solo per i neopatentati”.





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