Governo, allo studio l’accorpamento fra il Pra e la Motorizzazione

Matteo-RenziAnnunciando la Riforma della Pubblica Amministrazione, il premier Matteo Renzi era stato piuttosto chiaro: ci sarà l’accorpamento di Aci Pra e Motorizzazione civile. Una scelta molto forte, dettata dalla voglia di contenere i costi della Pubblica Amministrazione: una scelta forte, un segnale inequivocabile. Una riforma senza precedenti, al momento in fase di studio: l’ideale del premier è semplice, verrà creata una nuova carta del veicolo, che sarà gestita da un unico ente. Questo ente avrà la banca dati del parco automobilistico italiano ed eviterà ritardi ed incomprensioni, situazioni che possono ripetersi quando a gestire la stessa banca dati, sono due enti diversi. “Il nostro obiettivo è salvaguardare i posti di lavoro, fare risparmiare lo Stato e i cittadini, e, infine, rendere più efficiente il servizio” ha spiegato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini. L’Aci intanto ha proposto una soluzione: l’Automobil Club d’Italia ha proposto la gestione del sistema automobilistico tramite la propria piattaforma e le proprie sedi, oltre ad accettare una parte dei lavoratori in esubero dall’altro ente. Una scelta che non ha entusiasmato il ministero dei Trasporti. Ma c’è chi è pronto a giurare che Renzi non avrà vita facile: in molti cercheranno di ostacolare questa riforma. Parole dure infatti arrivano dall’ex ministro Matteoli. “Attenzione a smantellare il Pra, una delle poche strutture che ha dimostrato di funzionare bene. In ballo ci sono, tra l’altro, migliaia di posti di lavoro” ha spiegato l’ex ministro dei Trasporti Altero Matteoli.

 

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