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Chiude l’Api, il marchio passa ad IP



Dopo più di 75 anni l’API, Anonima Petroli Italiana chiude e lascia i suoi distributori alla IP. Cambio di marchio richiesto ed ottenuto proprio dalla stessa IP: nel 2005 infatti il gruppo guidato da Brachetti-Peretti, ha acquistato Eni e i suoi 3000 distributori. L’Api fu fondata nel 1933 ad Ancona da Ferdinando Peretti, ma durante la seconda guerra mondiale la società viene occupata ai tedeschi. Nel ’44 gli alleati utilizzano l’Api di Ancona come deposito e ‘petrol point’.
Il vero e proprio inizio risale al dopoguerra, al 1949, quando Peretti riceve la concessione per la lavorazione del greggio e aprirà la prima raffineria a Falconara Marittima. Nel passato più recente, l’Api apre una branchia “energetica”: Api Nova Energia è attiva nel campo delle energie rinnovabili, società affidata a Ferdinando Brachetti-Peretti, mentre Ugo è attualmente a capo delle attività petrolifere.
Come spiega Ugo Brachetti-Peretti “Ci siamo resi conto che non aveva molto senso far convivere nello stesso gruppo due marchi forti come Api e Ip, e abbiamo scelto di adottare Ip per la rete di distribuzione mentre Api viene elevato a marchio di gruppo”. Lo stesso Brachetti Peretti spiega poi la scelta di mantenere il marchio IP. “Ip? È il marchio di maggior successo e più conosciuto dai giovani. E poi blu è il colore della nazionale italiana di cui siamo sponsor e che accompagneremo ai Mondiali in Sud Africa. E l’arancio è di personalità. Dal punto di vista affettivo non è stato facile. Api era come il nostro cognome, quando da bambini ci si fermava con l’auto al distributore, era come passare da casa”.

Pietro Gugliotta





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